3 febbraio San Biagio

A SAN BIAGIO DI SEBASTE

Vescovo e Martire

 

Biagio, vescovo santo, testimone

della fede in Gesù senza timore

fino alla fine, fino all’effusione

del tuo sangue nel nome del Signore

 

per compiere sereno la missione

che avevi accolto in umiltà di cuore,

soccorso di chi è in pena o in afflizione

a causa di un terribile dolore,

donaci la tua semplice mitezza

per vivere alla scuola del Vangelo

nella più vera, autentica pienezza

e insegnaci il fervore dello zelo

della tua carità nella certezza

di godere già qui i beni del cielo.

 

 

Due anni fa, nel 2016, ricorreva il XVII centenario del martirio di san Biagio, vescovo di Sebaste, in Armenia. Qui, a Casalecchio, è purtroppo passato un po’ sotto silenzio, perché tutti erano impegnati a celebrare l’anno della nascita di san Martino, patrono del nostro comune, io compreso, anche perché mi stavo dedicando alla pubblicazione del mio poemetto in ottave proprio sulla Vita di san Martino di Tours (Pendragon, Bologna 2016). Ecco, oggi posso in tutta onestà dire che, mentre la data della nascita del nostro patrono è presunta, non è certa, la data del martirio di san Biagio è certissima. Aggiungo pure che, a ben guardare, è molto più importante la data del passaggio da questa vita a quella eterna, soprattutto se si è testimoni della fede col proprio sangue, di quella della nascita. Insomma, come spesso avviene, sarebbe tutto da rifare o comunque da aggiustare, senza infingimenti di sorta. A tal proposito, avrei voluto rimettere le mani per aggiornarlo un po’ a un poe- metto, anche questo in ottave, di Giuliano Dati, il cui titolo è “Historia e leggenda di Sacro Biagio Testimonio e martire”, composto a fine Quattrocento per l’edificazione delle anime. Quanti tesori letterari restano sepolti sotto la coltre dei secoli, ma non voglio sembrare troppo nostalgico. Va poi da sé che, ovviamente, sopraffatto dagli impegni e dallo scarso interesse generale, il tutto è finito nel solito dimenticatoio. Eppure penso che oggi sia giusto parlare di san Biagio, perché un quartiere di Casalecchio è dedicato proprio a quel santo e oggi colà tutti sono in festa, anche se il tempo è un po’ infausto, per il freddo e la neve. Venticinque anni fa, infatti, hanno costruito e consacrato una bella chiesa parrocchiale, ma esiste tuttora una cappella molto antica dedicata al culto del santo protettore della gola. Si potrebbero dire ancora mille cose e mille, ma poi si diventa pedanti o noiosi. Quello che importa è che, a ricordarlo, mi sento a casa, mi sento bene, mi sembra di strapparlo dalla routine di tutti i giorni per aggiungere una tessera alla nostra identità e alla nostra fede.

Di Federico Cinti